TRAVOLTI DA UN INESORABILE DESTINO

Il Brasile si sa, vive di calcio. In questo Paese non è considerato semplicemente uno sport ma una vera e propria religione, una ragione per cui vale la pena di vivere, gioire e addirittura morire (basta pensare alle centinaia di suicidi che ci furono quando la nazionale brasiliana perse la finale di coppa del mondo contro l’Uruguay al Maracanà).

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Il calcio è quindi un mezzo attraverso il quale l’uomo da semplice atleta riesce a erigersi nella dimensione di una specie di “semidio” in grado di esaltare gli animi di milioni di tifosi e da loro osannati. Possiamo dire che il calcio e il Brasile sono due facce della stessa medaglia. Chi di noi non prova simpatia e ammirazione per questo modo di interpretare il calcio così fantasioso, creativo, allegro e…ingenuo? Proprio per questo motivo la notizia dell’incidente aereo precipitato con a bordo la squadra Chapecoense, ha sconvolto l’intera nazione.

 

Provate a immaginare l’entusiasmo, il sentimento, la passione, la simpatia che ha suscitato nell’animo dei tifosi brasiliani questa squadra, rappresentativa di una piccolissima cittadina senza particolari mezzi economici, capace di compiere un’incredibile escalation; pensate che solo nel 2014 questa giunge in serie A partendo dalla serie D, e dopo aver sconfitto in un’incredibile ed entusiasmante partita il San Lorenzo, si avviava a disputare la finale della Coppa Sudamericana. Da lì a poco avrebbe incontrato i campioni della Colombia, l’Atletico National nella prima partita di andata ma un destino crudele li attende.

Secondo una imperante corrente di pensiero, avallata da molti filosofi esistenzialisti contemporanei, il destino non esiste. Infatti secondo il “new thinking” il destino non sarebbe altro che la conseguenza dei nostri pensieri e delle nostre azioni; ma in questo caso la tragedia dell’aereo precipitato con a bordo i calciatori del Chapecoense dimostra che (anche se in minima parte) alcuni fatti e ricorrenze sono già scritte nel libro della nostra vita da una mano beffarda e invisibile che noi tutti chiamiamo Destino. Una tragedia che conta 6 soli sopravvissuti su 77 passeggeri. Ai brasiliani tifosi di questa squadra l’onore e l’onere di portarli nel cuore.

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